domenica 13 settembre 2009

FIUME TEMO

Sabato 12 Settembre siamo usciti sul Fiume Temo. Dopo un imbarco laborioso sulla banchina prima di Bosa Marina siamo partiti alla risalita di questo fiume, unico navigabile della Regione Sardegna. L'inizio non molto entusiasmante da un punto di vista paesaggistico è servito però per riscaldarci un pò. La giornata calda ma gradevolmente ventilata favoriva la nostra gita.

Purtroppo nel pagaiare era impossibile non rimanere infastiditi dall'incuria dell'uomo manifestata in bottiglie e buste lasciate a galleggiare sul fiume (nel limite del possibile le abbiamo raccolte pagaiando). Ma lo spettacolo di Bosa "adagiata" sull'acqua ha fatto dimenticare per un pò la qualità dell'acqua non proprio cristallina. Le case dalle svariate tonalità, le antiche concerie, le barche dei pescatori uno spettacolo di colori e di architetture.. Per noi abituati a fiumi stretti e paesaggi meno urbani il Fiume Temo aveva un impatto davvero strano.

Superato l'antico ponte romano, abbiamo continuato per un km circa per immetterci nella parte più stretta del fiume fino a giungere all'altezza di un'antica chiesa romanica. La gita giunge al termine. Ci prepariamo per il ritorno.. un ritorno arduo. Si alza il vento e pagaiare diventa più duro. Arriviamo al punto dell'imbarco, ma decidiamo di proseguire per il mare per sbarcare sulla spiaggia. L'uscita dal canale è caratterizzara da onde alte in più le imbarcazioni creano ulteriori turbolenze passando ad alta velocità accanto ai nostri kayak. Dopo qualche centinaio di metri decidiamo saggiamente di fare dietro front.. fortunatamente visto che assisteremo qualche ora dopo ai problemi di qualche imbarcazione più grande nello stesso tratto di canale.
Sul fiume prima del ponte romano sono presenti degli alberi di fico che danno vita a rivisitazioni in chiave canoistica della favola "La Volpe e l'Uva" di Esopo... provare per credere!

"Nondum matura est, nolo acerbam sumere"
IL CANOISTA ED IL FICO

Nessun commento: